giovedì 7 maggio 2026 - 18:03
Soldati israeliani profanano una statua della Vergine Maria in Libano: l’ennesimo atto di disprezzo verso il cristianesimo

Un militare è stato ripreso mentre metteva una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria nello stesso villaggio dove, poche settimane fa, era stato distrutto un crocifisso. L’esercito israeliano avvia un’indagine, ma la comunità cristiana denuncia: “Comportamento irrispettoso e oltraggioso”.

Agenzia Hawzah News – Un nuovo grave episodio di profanazione ai danni di simboli sacri cristiani è emerso dal Libano meridionale, dove un soldato dell’esercito israeliano è stato fotografato mentre metteva una sigaretta nella bocca di una statua della Vergine Maria.

Lo scatto, diffusosi viralmente sui social media nelle scorse ore, è stato realizzato nel villaggio cristiano di Debel, la stessa località dove solo poche settimane fa un altro militare era stato filmato mentre distruggeva una statua di Gesù con una mazza.

L’esercito israeliano ha confermato l’autenticità dell’immagine, dichiarando di “considerare l’incidente con la massima gravità” e che “la condotta del soldato si discosta completamente dai valori attesi dal personale”. Un portavoce militare ha aggiunto che l’episodio risale a diverse settimane fa e che “saranno prese misure disciplinari”.

La condanna della Chiesa

La profanazione ha suscitato la ferma condanna dei rappresentanti della Chiesa cattolica in Terra Santa. La Custodia di Terra Santa, che custodisce i luoghi santi, ha dichiarato: “Questo è un comportamento irrispettoso e oltraggioso che deve cessare immediatamente”.

La stessa fonte ha rivolto un appello diretto al governo israeliano e all’esercito: “Chiediamo che agiscano e inviino un messaggio chiaro: tale comportamento è inaccettabile, non deve più accadere, e il caso sia trattato con la massima serietà”.

Un precedente gravissimo

L’episodio si inserisce in una preoccupante escalation di atti di vandalismo contro simboli religiosi cristiani nel sud del Libano. Il mese scorso, nello stesso villaggio di Debel, un soldato israeliano era stato ripreso mentre colpiva un crocifisso con un martello.

In quel caso, i due militari coinvolti – l’autore materiale del gesto e colui che lo aveva filmato – sono stati rimossi dai reparti combattenti e condannati a 30 giorni di prigione militare. Altri sei soldati presenti sulla scena, che non avevano fatto nulla per impedire o denunciare l’accaduto, sono stati convocati per colloqui disciplinari.

Il contesto

Questi episodi avvengono in un clima di crescente tensione nel sud del Libano, dove migliaia di soldati israeliani continuano a essere schierati nonostante un cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti, entrato in vigore lo scorso aprile.

L’esercito israeliano ha affermato di aver già “ribadito le procedure riguardanti la condotta nei confronti delle istituzioni e dei simboli religiosi” e che queste verranno ulteriormente rafforzate.

La comunità cristiana libanese e le autorità religiose internazionali attendono ora che vengano adottate misure concrete per prevenire il ripetersi di simili atti di profanazione e per garantire il rispetto dei luoghi e dei simboli sacri di tutte le fedi.

A cura di Mostafa Milani Amin

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